Mani e unghie curate, nel corso dei secoli, sono diventati dei veri e propri biglietti da visita; nessuno riesce più a farne a meno.

Anche gli uomini, che negli ultimi anni si curano di più, scelgono di affidarsi alle onicotecniche per un’accurata manicure o decorazione delle unghie.

Ci sono però, dei casi particolari, come l’onicofagia, dove la persona può arrivare, ad un certo punto della propria vita a cercare aiuto, affidandosi ad un’onicotecnica competente.

Non è facile trattare questo tipo di unghie, e in questo articolo andrò a spiegarti cosa bisogna e non bisogna fare per riuscire a fare un’accurata manicure, come farla quindi senza creare dei danni alla cliente.

Come fare una manicure?

Come farla su unghie Onicofagiche?

L’onicofagia, che deriva dal nome Onico=unghia e Fagia= tendenza a mangiarsi pelle e/o unghie, è un disturbo compulsivo che porta, appunto, la persona a mangiarsi le unghie, e nei casi più gravi a strapparle.

Nel momento in cui questo accade, la persona non riesce proprio a smettere, ma quando si ritrova in pubblico, si scatena in lei un forte disagio che la porta a nascondere le mani.

Innanzitutto, tramite un professionista, il cliente deve capire cosa fa scatenare in lui questo ‘’tic’’, perché se non c’è in lui la volontà di smettere, la gravità sarà così grande che, anche se andrai a fare mille ricostruzioni, ad ogni refill ritornerà sempre con le unghie strappate.

Tutto questo sarà inutile, perché non starai andando ad aiutare il cliente ma andrai a creare ancora più danni.

Se invece, il cliente è deciso, non solo puoi aiutarlo a non nascondere più le mani, ma a ripristinare nella sua interezza l’unghia naturale.

Importante è che la cliente non abbia fretta, all’inizio penserà che se si ritrova nell’immediato con le unghie lunghe, non le mangerà più, ma in alcuni casi, bisogna prima seguire un percorso che tu, come operatrice, devi far seguire attentamente al cliente.

Adesso ti farò capire come comportarti davanti a delle unghie con onicofagia grave, quindi con pelle e piega prossimale (cuticole) ispessite.

Il primo errore da non fare è dare l’appuntamento alla cliente senza prima aver fatto una consulenza, per capire in che stato sono effettivamente le sue unghie, e decidere poi il da farsi. È importante che tu sia competente e che sappia cosa andrai a fare, e che spieghi fin da subito alla cliente che trattamenti userai per evitare disguidi inutili.

Per ‘’operare’’ su questo tipo di unghie, è importante, innanzitutto, che le unghie non presentino infezioni come l’onicomicosi, lo pseudomonas aeruginosa, il patereccio (giradito), e che non ci sia sangue che fluisca.

In caso di onicofagia grave con pelle ispessita e piega prossimale molto adesa alla lamina, ti consiglio di fare prima dei trattamenti per rieducare la pelle della cliente, per fare in modo che cominci a non crescere così spessa e dura.

I trattamenti a cui mi riferisco, è difficile possa insegnarteli in un solo articolo, infatti c’è una sezione interamente dedicata ad essi nel portale della ‘’Nail University’’. Per saperne di più, clicca su questo link.

Nelle prime fasi del percorso è importante che la cliente venga agli appuntamenti ogni 10 giorni circa, per avere la situazione sotto controllo e capire come procede. La persona che non mangia più le unghie, inizia ad avere una crescita più veloce, e questo è un grande vantaggio.

Prima di fare una manicure devi imparare a distinguere bene la piega prossimale dalle vere cuticole.

CUTICOLE                                                          

esempio cuticole onicofagia. manicure come farla

PIEGA PROSSIMALE

Esempio piega prossimale onicofagia. manicure come farla

Con lo spingipelle devi andare a separare delicatamente i due tessuti e, nel caso non ci riuscissi, devi usare la fresa con una punta buffer, molto delicata, che a giri leggermente più veloci ti permette di separarli.

Non usare punte per la fresa appuntite, otterrai solo una manicure aggressiva che potrebbe causare dei danni.

Attenta però, perché la punta deve essere parallela alla lamina, e cosa importante è che non devi spingere la punta verso il basso, cioè verso la lamina, per non causare i ‘cerchi di fuoco’, bensì devi spingere di più verso le cuticole, cioè in avanti. La punta per la fresa ti permette di limare la piega prossimale dura e a volte, di non usare le tronchesine. Se la pelle invece si dovesse sollevare, facendo molta attenzione, devi andare a togliere, solo la parte che ti dà fastidio (parte morta) cioè la parte frastagliata, non tutta, perché rischieresti di tagliare la pelle viva, far sanguinare la pelle della cliente e avere una porta aperta per i batteri che potrebbero causare infezioni. La zona deve essere il più pulita possibile per non dare alla cliente dei motivi per strapparsi piccoli lembi di pelle.

Assicurati di avere tutta la parte della lamina pulita da eventuali residui di polvere e che sia scoperta, così da inserire fin da subito il prodotto correttamente e iniziare così, un percorso che porterà sia a te, come professionista, che la cliente solo grandi soddisfazioni.

Ti mostro in seguito in che condizioni erano le unghie della cliente quando è arrivata la prima volta nel mio centro, e il risultato grandioso che ad oggi abbiamo ottenuto!

Cambiamento dopo 30 giorni. Manicure come farla

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Io e le mie Tutor non vediamo l’ora di aiutarti a migliorare i tuoi lavori di ricostruzione unghie.

A presto, Roberta.

PS:
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